Un’Italia Futura giovane e donna

Un’Italia europeista, femminista, inclusiva, socialista, ambientalista, contemporanea ed innovativa non è solo possibile ma necessaria; è giunto il momento di costruire un’Italia futura che sia per tutte e per tutti, nella quale i diritti non saranno più minacciati da una narrativa pericolosa, razzista ed arrogante.

Stiamo vivendo un periodo storico dove un governo bullo vuole mettere all’angolo i più deboli, fomentando i seguaci con il razzismo e la xenofobia. Ma questa non è l’Italia che mi rappresenta, e fortunatamente questa non è l’Italia che conosco. In questo momento di difficoltà è fondamentale, più che mai, creare una rete che sia prima di tutto basata sulla solidarietà, senza barriere e confini, dove nessuno sarà lasciato in disparte o indietro.

Per costruire l’Italia Futura che desideriamo abbiamo bisogno dei giovani. La nostra voce non deve essere più strumentalizzata ed usata quando fa comodo. La nostra voce deve essere ascoltata, compresa ed inclusa, perché siamo stanchi di essere considerati come la “generazione del futuro”. Noi siamo qui, ora, e non vogliamo aspettare altro tempo per poter dire la nostra e per mobilitarci. A chi ci reputa pigri, rispondo che a noi mancano le occasioni e le piattaforme. Dateci il modo ed i mezzi per organizzarci. Dateci il modo di imparare dagli errori del passato, così da poter cambiare il nostro presente ed il nostro futuro. Creiamo una solidarietà intergenerazionale, nella quale il nostro restare uniti ci permetterà di proteggere i nostri sogni.

Per l’Italia femminista donne e uomini devono unirsi insieme, rendendo le divergenze ed opinioni diverse un punto di forza e non un punto di rottura. La solidarietà è la chiave, assieme ad un’inclusione effettiva delle donne, a partire dai tavoli dei dibattiti fino ad arrivare alle azioni concrete. Donne migranti e rifugiate non hanno bisogno del nostro aiuto, ma hanno bisogno di essere ascoltate. Fermiamoci a chiedere loro di cosa hanno bisogno, e come possiamo sostenere la loro lotta, che inevitabilmente diventa una nostra lotta. La chiave di successo è la solidarietà totale e completa, senza confini e barriere. Ogni donna che lotta lo fa anche per la mia liberazione, e ad ogni passo noi dobbiamo includere tutte le donne prigioniere della violenza strutturata, e di quei meccanismi quali cultura e religione che vengono utilizzate per giustificare la violenza nei nostri confronti. Noi donne abbiamo una voce potente che merita di essere ascoltata, non più strumentalizzata; una voce che deve reclamare a pieni polmoni quelli che sono i nostri diritti, perché nessuno ci fa un favore o un piacere quando ci vengono concessi i nostri diritti. Un’Italia femminista è possibile se accompagnata da un’educazione femminista: dobbiamo lavorare sul linguaggio, senza fermarci di fronte agli insulti. A coloro che pensano di intimidirci, dobbiamo ricordare che è finito il tempo in cui le donne avevano paura. Ora siamo consapevoli e pretendiamo ciò che è nostro. Per questo necessitiamo di spazi di incontro, di occasioni frequenti per confrontarci, e soprattutto un’agenda per organizzare di proteste e mobilitazione. Invadiamo le strade, perché l’unico modo che abbiamo di condurre la nostra lotta è mobilitarci, urlare e protestare. Se nessuno ci ascolta, allora andiamo a prenderci quel che è nostro senza tanti giri di parole.

Per concludere: un’Italia futura è possibile se uniamo le nostre forze e le nostre voci, fino a renderle un’unica voce che rappresenterà tutte e tutti, senza distinzione. Di fronte al bullismo di questo governo, rispondiamo con azioni concrete e mirate. All’arroganza rispondiamo con la solidarietà, alla maleducazione rispondiamo educando tutte e tutti per il rispetto reciproco. All’assenza di diritti rispondiamo con l’umanità. Chi è nato dalla parte giusta del mondo non ha alcun diritto di decidere chi può vivere e chi può morire; non ha il diritto di salvare e condannare le persone che scappano dalla carestia e dalla guerra. Accompagniamo l’umanità ad azioni concrete per assicurare a queste persone un futuro migliore, che non può essere quello di cercare lamiere per costruire una casa, per poi morire fucilati. Ci aspetta un grande lavoro, ma sono certa che saremo in grado di trasformare le parole in azioni.

Sodfa Daaji

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial | Privacy Policy - Cookie Policy