Una mattanza: i femminicidi nel weekend dei morti

Si, era il weekend dei morti, dato il 2 novembre, ma forse quest’anno abbiamo esagerato. Soprattutto con le donne. È vero, i disastri ambientali, figli di incuria e abusi su un territorio troppo fragile per reggere l’onda dei cambiamenti climatici, hanno mietuto le vittime più numerose e innocenti. Ma purtroppo è stato anche un fine settimana di violenza maschile sulle donne. Non solo femminicidi, ma anche torture, sequestri, minacce.

Mentre il pallottoliere delle morti ad opera di mariti, compagni, fidanzati, partner delle vittime arriva a 75, nel nostro Paese, da inizio anno ad oggi, ancora troppi tra politici, giornalisti, opinionisti, disconoscono il fenomeno, lo trattano con superficialità, lo ascrivono a categorie diverse da quelle a cui spetterebbero tali violenze e tali morti. Ancora “conflitti di coppia”, “ex che vogliono ricominciare”, “raptus di gelosia”, “amore malato”, donne che “offendono il comune senso del pudore” con abiti succinti, come recita un regolamento approvato a Novara, comune leghista, su proposta dell’assessore alla sicurezza.

Negazionisti di ogni ordine e risma hanno vinto davvero se alla fine di questo tragico weekend nessuno si scandalizza, si arrabbia, sbraita, promette di fare qualcosa per fermare questa mattanza. Forse avremmo voluto che Matteo Salvini lanciasse i suoi tweet contro il 29enne che ha sequestrato e seviziato la sua ex di 23 anni a Corsico, vicino Milano. Un uomo che aveva in commissariato un lungo fascicolo di atti intimidatori e violenti verso la sua ex. Oppure avremmo voluto che se la prendesse con il 52enne di Napoli che ha quasi ucciso la ex che lo aveva lasciato proprio per gli atteggiamenti violenti.

Eh invece, il Ministro, perché poi a stupire è l’uomo ma anche la carica che ricopre, pensa bene, dopo questo weekend di paura, di lanciare in pasto ai suoi solerti seguaci social, Michela Murgia, una donna, un’intellettuale, una che ha sempre detto la sua, contro questo governo, come contro il precedente a guida PD. E se leggete i commenti, non vi stupirete, del sessismo, degli attacchi alla forma del corpo (bodyshaming), dell’ignoranza di alcune affermazioni che vi sono contenute, della violenza. E appunto, di tutto avevamo bisogno oggi, tranne che di questo.

Sabato scenderemo in piazza contro di lei, Ministro, contro il ddl Pillon e questa idea terribile che un matrimonio debba proseguire a qualunque prezzo per donne e bambini, contro il dl sicurezza che vi state accingendo a votare al Senato, in cui c’è di tutto tranne ciò che più servirebbe, educazione sentimentale e in generale educazione e conoscenza. Di intellettuali abbiamo ancora gran bisogno, di ministri e fidanzati come lei evidentemente no.

Il giorno lun 5 nov 2018 alle ore 16:39 maria pia pizzolante <mariapiamapi@gmail.com> ha scritto:
Si, era il weekend dei morti, dato il 2 novembre, ma forse quest’anno abbiamo esagerato. Soprattutto con le donne. È vero, i disastri ambientali, figli di incuria e abusi su un territorio troppo fragile per reggere l’onda dei cambiamenti climatici, hanno mietuto le vittime più numerose e innocenti. Ma purtroppo è stato anche un fine settimana di violenza maschile sulle donne. Non solo femminicidi, ma anche torture, sequestri, minacce.

Mentre il pallottoliere delle morti ad opera di mariti, compagni, fidanzati, partner delle vittime arriva a 75, nel nostro Paese, da inizio anno ad oggi, ancora troppi tra politici, giornalisti, opinionisti, disconoscono il fenomeno, lo trattano con superficialità, lo ascrivono a categorie diverse da quelle a cui spetterebbero tali violenze e tali morti. Ancora “conflitti di coppia”, “ex che vogliono ricominciare”, “raptus di gelosia”, “amore malato”, donne che “offendono il comune senso del pudore” con abiti succinti, come recita un regolamento approvato a Novara, comune leghista, su proposta dell’assessore alla sicurezza.

Negazionisti di ogni ordine e risma hanno vinto davvero se alla fine di questo tragico weekend nessuno si scandalizza, si arrabbia, sbraita, promette di fare qualcosa per fermare questa mattanza. Forse avremmo voluto che Matteo Salvini lanciasse i suoi tweet contro il 29enne che ha sequestrato e seviziato la sua ex di 23 anni a Corsico, vicino Milano. Un uomo che aveva in commissariato un lungo fascicolo di atti intimidatori e violenti verso la sua ex. Oppure avremmo voluto che se la prendesse con il 52enne di Napoli che ha quasi ucciso la ex che lo aveva lasciato proprio per gli atteggiamenti violenti.

Eh invece, il Ministro, perché poi a stupire è l’uomo ma anche la carica che ricopre, pensa bene, dopo questo weekend di paura, di lanciare in pasto ai suoi solerti seguaci social, Michela Murgia, una donna, un’intellettuale, una che ha sempre detto la sua, contro il Pd, come contro questo governo. E se leggete i commenti, non vi stupirete, del sessismo, degli attacchi alla forma del corpo (bodyshaming), dell’ignoranza di alcune affermazioni che vi sono contenute, della violenza. E appunto, di tutto avevamo bisogno oggi, tranne che di questo.

Sabato scenderemo in piazza contro di lei, Ministro, contro il ddl Pillon e questa idea terribile che un matrimonio debba proseguire a qualunque prezzo per donne e bambini, contro il dl sicurezza che vi state accingendo a votare al Senato, in cui c’è di tutto tranne ciò che più servirebbe, educazione sentimentale e in generale educazione e conoscenza. Di intellettuali abbiamo ancora gran bisogno, di ministri e fidanzati come lei evidentemente no.

Maria Pia Pizzolante

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