Mapi e Marco, i giovani «sanderisti» che fanno saltare i nervi ai renziani

Mapi, al secolo Maria Pia Pizzolante, è salentina, ha 35 anni, una laurea in storia, è femminista e studiosa del femminismo degli anni 70. Marco Furfaro è di Pistoia, ha 38 anni, una laurea in economia. Entrambi impegnati nei movimenti universitari. Entrambi si sono ritrovati nelle Fabbriche di Nichi, Vendola ovviamente, da Sel entrambi hanno lasciato Sinistra italiana alla vigilia del congresso fondativo.

Per le politiche del 2018 sostenevano il tentativo di Giuliano Pisapia, poi finito male. Ma oggi Pisapia Poi, con Futura (l’associazione di Laura Boldrini e Massimiliano Smeriglio di cui Furfaro è coordinatore) hanno lavorato all’ala sinistra di Piazza Grande.

Domenica Zingaretti li ha nominati in direzione nella quota della personalità scelte dal segretario. Troppo di sinistra, troppa sinistra. I renziani non l’hanno presa bene.

Ivan Scalfarotto ha definito la nomina di Furfaro «inquientante. È proprio uno di sinistra tosta, di un altro pezzo di mondo». La replica di Furfaro: «Inquietante semmai è il risultato elettorale delle ultime politiche della sinistra in Italia, fuori e dentro il Pd. A Ivan consiglio di uscire dalla bolla di un ciclo finito. Perché è finito per tutti».

Pizzolante spiega il suo ingresso nella direzione Pd da non iscritta: «Dal 4 marzo dell’anno scorso, ma in realtà già da prima, la situazione della sinistra e del Paese ci è sembrata talmente grave da richiedere un surplus di responsabilità».

Di qui, un passo alla volta, l’impegno con Zingaretti. Poi la sua vittoria: «È andata come auspicavamo, una partecipazione fino a qualche mese prima inimmaginabile, un segretario che ringrazia le femministe e dedica la vittoria a Greta Thunberg, una ragazza di 16 anni.

E che annuncia che andremo tutte e tutti in piazza a Verona per sostenere le iniziative femministe contro quel congresso delle famiglie a cui il governo dà il patrocinio nel silenzio del movimento 5 stelle. Dal dipartimento per le mamme al sostegno alle iniziative femministe il passo in avanti mi sembra rilevante», conclude, «negli Stati Uniti non crea scandalo Alexandria Ocasio Cortez che viene eletta nelle file dei democratici, dove pure c’è Hillary Clinton.

Ora che le idee di Ocasio Cortez hanno cittadinanza nel partito democratico italiano penso di poterci stare anche io».

Intorno a loro una squadra di ragazzi e ragazze, molti già con incarichi nelle amministrazioni, una rete in costruzione.

Furfaro spiega: «Ci è stato chiesto da Zingaretti di far parte della direzione per rappresentare le centinaia di migliaia di persone non iscritte al Pd che hanno votato alle primarie. Per allargare il campo, non per rivalse che non interessano a nessuno. In ballo non c’è un giudizio sul passato. Quello lo hanno già dato gli elettori. Definitivo».

Oggi c’è il governo Salvini-Di Maio: «Il razzismo e l’odio si sono fatti governo. Milioni di persone chiedono un’alternativa, di portare la sinistra fuori dagli ultimi venti anni di subalternità a un pensiero che ha creato diseguaglianze, crisi economica e rabbia sociale», ragiona, «c’è bisogno di spalancare porte e finestre a chi ha vissuto la precarietà sulla pelle, ha costruito esperienze sociali e civiche lontano dal Palazzo», e Zingaretti non propone «un generico spostamento a sinistra, ma di contribuire a discutere delle sfide della contemporaneità come lotta alla precarietà, reddito minimo, diritti civili».

«Un esempio: discutiamo del Green New Deal lanciato dalle democratiche statunitensi per farne un pezzo della piattaforma di una coalizione democratica e progressista».

Infine: «Ci sono elezioni alle porte, nostri compagni e compagne impegnati nelle amministrative e nelle regionali. Altri vivono situazioni difficili sul territorio. Per questo continueremo nel lavoro di rete che unisca esperienze diverse, dentro e fuori il Pd, dentro e fuori la politica.

A livello locale ci sono tante liste civiche. Va costruito un percorso di partecipazione per includerle, magari federandole».

Infine le europee. Pizzolante le vede così: «Ne stiamo parlando con Nicola. È importante che la lista sia inclusiva di mondi che ogni giorno costruiscono un’Italia migliore, nonostante questo governo»

Daniela Preziosi
da Il Manifesto

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