17 Luglio 2018

ECOLOGISTA – Un “campo” senza inquinamento

La crisi che sconvolge l’impianto economico e produttivo del mondo globalizzato da quasi un decennio, sta trovando nel protezionismo e nel rifugio delle piccole patrie, quella risposta pericolosa e destabilizzante per il futuro dell’umanità.
“Make America Great Again”, la narrazione di Donald Trump, rischia di costruire un nuovo ordine mondiale in cui diritti sociali, diritti umani e salvaguardia dell’ecosfera sono considerati impedenti e lesivi per l’affermazione di un nuovo nazionalismo.
E se le parole di Trump alimentano anche in Europa deliri nazionalisti sempre più cupi, a noi tocca il compito di provare, pervicacemente, a tenere vivo il sogno dell’integrazione europeista, riempendola di nuovi contenuti e valori: giustizia ed equità sociale da una parte e transizione ecologica dell’economia dall’altra.

Ad un mondo incattivito in cui, più di prima, egoismi e nazionali prendono il sopravvento su tutte le altre istanze, vogliamo contrapporre una narrazione che rimetta al centro, nel tempo delle macchine e della rete, le persone e il loro diritto alla felicità, tutti insieme e non ciascuno diviso.
Il populismo sta avverando la previsione dolorosa di Alex Langer, la costruzione di quella “società di persone sole, di consumatori bulimici, di spettatori assuefatti, dagli orizzonti corti e frammentati.” A noi spetta invece il compito di uno sguardo lungo, che metta al centro la salute del pianeta.
Respirare, bere e mangiare sono alla base della vita. Non c’è essere sul Pianeta che non abbiabisogno di respirare l’aria o di bere l’acqua. Non c’è vivente che possa vivere senza nutrirsi. Eppure il nostro presente sembra non riconoscere più il ruolo che queste tre fonti di vita ricoprono.
La nostra aria è sempre più inquinata. Le 450ppm di Co2 sembrano ormai un dato non più eliminabile. Troppo spesso la presenza d’inquinanti nell’aria costringe le grandi città a giornate di blocco dei veicoli più inquinanti, misure poco più che palliative.
Le temperature sempre più alte non tarderanno a superare i 2*C, dato che tutti gli scienziati temono possa essere il punto di non ritorno per il collasso del sistema climatico mondiale. I ghiacciai perenni stanno sciogliendosi. Il clima è sempre più instabile. Gli eventi metereologici estremi sono sempre all’ordine del giorno.
La nostra acqua è sempre più contaminata. I nostri fiumi sempre più utilizzati per lo sversamento di sostanze inquinanti. Le nostre coste sempre più in pericolo per l’attività dalle grandi industrie navali. L’isola di plastica che galleggia nell’oceano Pacifico è la dimostrazione di come i nostri mari siano utilizzati come grande discarica nella quale nascondere ciò che per terra non possiamo più contenere.
Il nostro cibo, di cui ci nutriamo ogni giorno, diventa specchio di quello che è il nostro trattare la Terra. Sempre più pesticidi e agenti chimici vengono a contatto con le colture. Sempre più fertilizzanti vengono utilizzati per far crescere le piante. L’aria inquinata si deposita sulle foglie, sui frutti. Si deposita nei terreni in cui pascolano gli animali. L’acqua con cui irrighiamo i campi è a sua volta inquinata. Le colture intensive stanno mettendo sempre più a rischio la biodiversità esponendo ad un grave pericolo l’equilibrio di molti ecosistemi. Ieri era importante intervenire, oggi è l’unica cosa da fare.
Cambiare la direzione errata in cui l’essere umano ha deciso di porre il futuro del Pianeta e della sua vita significa sovvertire l’autodistruzione innescata nell’ultimo secolo.

Per questo Futura deve riconoscersi quale forza ecologista. Occorre porre immediatamente la questione dell’abbandono dei combustibili fossili quali fonti di energia. Investire in fonti di energia rinnovabili deve essere prioritario per una nuova rete politica che si pone l’obiettivo di cambiare il Paese. Tra le prime scelte del nuovo Governo Sanchez vi è la cancellazione della tassa sul sole, la legge che ha distrutto le innovabili in Spagna.

Dobbiamo immediatamente ridurre le emissioni di gas climalteranti per poter sperare di avere ancora tempo per arrestare processi drammatici come desertificazione e inondazioni, fenomeni che spingono centinaia di milioni di ecoprofughi verso le mortali frontiere marine e il filo spinato delle frontiere terrestri dell’Unione europea.

Stop anche alle trivelle in mare e nei nostri territori. Troppo hanno già pagato le popolazioni che vivono quelle comunità. Restituire un ruolo primario ai nostri Parchi Naturali riconoscendone il ruolo fondamentale di presidio e conservazione di tutta la meravigliosa biodiversità che vive nel nostro Paese.

Futura deve aprire le porte ad un nuovo modo di pensare lo spostamento di merci e persone. Una mobilità sostenibile che studi con sempre maggior interesse quelle che sono le soluzioni elettriche oggi ancora poste in contrapposizione con il sistema di mobilità attuale.

Futura deve porre il tema della tutela dei territori del nostro Paese. Mettere in sicurezza dal rischio idrogeologico i comuni, le scuole e gli ospedali significa prendersi cura della terra e del suolo che li ospita. Recuperare e rigenerare i centri urbani e non continuare nella bulimia edilizia significa dire stop al consumo di suolo, che la speculazione continua a cementificare ed impermeabilizzare.

Futura deve porsi alla guida di una grande transizione ecologica che ponga al centro il modello di Economia Circolare, che non è soltanto la gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti. Non basta eliminare nel tempo discariche ed inceneritori per cambiare strada. E’ strategico sovvertire il sistema di produzione e consumo. Dobbiamo promuovere un Patto per la Sostenibilità, capace di mettere assieme istituzioni, istituti di ricerca e tessuto imprenditoriale e produttivo, affinché il mercato e l’intera produzione si riorienti verso un uso consapevole delle risorse e del continuo riutilizzo e recupero delle materie.

Tutto questo e molto altro deve essere posto da Futura al centro del suo progetto. Futuradeve prendersi carico di superare il conflitto tra lavoro e salute, tra produzione e ambiente.Futuradeve “bonificare il campo” nel quale vuole costruire la sua idea di futuro, con una visione di società futura sempre più in armonia con il pianeta e i viventi.

Tutto ciò può trovare compimento nella prospettiva di una transizione ecologica e solidale dell’economia e della società, in cui ridare valore e senso alle parole ambiente, lavoro, uguaglianza, solidarietà, democrazia.

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