12 febbraio 2018

Chi siamo

Futura è una rete di persone, associazioni, esperienze civiche e politiche che sui territori animano buone amministrazioni, luoghi di incontro e di comunità plurali, in cui vive, nonostante la difficoltà del periodo storico, un’idea di innovazione sociale, solidale e progressista.

Siamo militanti, attivisti e attiviste orfani di una sinistra capace di rappresentare una vera alternativa alle destre e al Movimento cinque stelle, un’idea diversa di società, capace di valorizzare ciò che di buono nella cittadinanza attiva si muove ogni giorno senza avere grossi punti di riferimento a livello centrale.

Pensiamo che ci sia bisogno di una forza europeista, femminista, laburista, socialista, ambientalista con i piedi piantati nel 2018 e lo sguardo al futuro, almeno dei prossimi 30 anni, di questo Paese e non solo.

Purtroppo le elezioni del 4 marzo hanno dato ragione a chi pensava che le proposte politiche in campo, nel nostro campo, fossero altamente insufficienti, prigioniere di gruppi dirigenti e leader o presunti tali che hanno anteposto l’interesse alla sopravvivenza rispetto all’idea di allargamento necessaria per recuperare ciò che negli ultimi venti anni è andato perduto.

Siamo quelli che pensano che su ogni questione ci sia un approccio di destra o di sinistra. E che la sinistra sia quella che sta con i più deboli. E i deboli del nuovo secolo sono molti, frammentati, contrapposti, non appartengono ad un’unica classe sociale, non vivono solo nelle periferie, non sono nati tutti in Italia, non sono più tutti da un parte. Ma potenzialmente hanno stessi bisogni e stessi desideri.

Siamo quelli che non si accontentano della politica come regno della necessità, ma come quello della possibilità. E oggi manca il racconto delle possibilità inespresse e plurali di una convivenza, in cui a vincere sia il benessere di tutte e tutti.

Nonostante la crisi, i conflitti, le disuguaglianze, molti conservano un approccio solidaristico, comunitario, impegnato. Pensiamo che per combattere solitudine e frammentazione sia necessario riconnettere e dare luoghi e forme di una partecipazione comune che riconnetta la buona pratica di Petrosino (Sicilia) a quella di Udine, quella di Lecce a quella di Milano, e che dia all’Italia una visione su cui investire per i prossimi venti anni.

Non bastano i partiti presenti, ma serve un percorso nuovo e democratico, aperto, in cui nuovi attori possano esprimersi, decidere, avere sovranità sulle decisioni.

Le forze politiche di sinistra dovrebbero ripensare non solo le politiche degli ultimi anni, ma anche le pratiche e le forme della partecipazione per aprire davvero una nuova stagione.

Proveremo a fare questo, a partire da noi, che siamo i promotori di Futura, una rete di persone che non si sono arrese e vogliono mettersi a disposizione, con umiltà e passione. La passione di chi sa che non bisogna rinchiudersi nelle comfort zone ma osare, gettare il cuore oltre l’ostacolo, appunto.

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